PASSATORE MATMILANO
14 Settembre 2022 NEWS 226 views

La 100 km del passatore – la gara della (mia) vita

I 100 km, una competizione unica, una follia per pochi atleti, ma anche una gara che può essere affrontata e terminata da tanti appassionati con le dovute accortezze e la giusta preparazione.

Della mia esperienza e dei mie errori da neofita, voglio fare tesoro per gli amici runners di MAT per un corretto approccio a questa competizione affascinante e della quale mi sono goduto ogni momento e ho ancora un ricordo molto nitido e stupendo, anche diversi (oltre sette nel momento in cui scrivo) anni più tardi.

Come è scattata la “follia”

Era l’inizio del 2015 e stavo iniziando a preparare la maratona di Berlino per la fine di settembre, la mia prima ed unica 42 km internazionale.

L’obiettivo, anche appena superati i 50 anni, era quello di abbassare il mio personale di 3h 36’ risalente al 2001 e scendere sotto la barriera delle tre ore e mezza.

Target molto ambizioso, ma non irraggiungibile con allenamenti molto intensi e programmati.

Avevo sempre sentito parlare del Passatore come una gara da fuori di testa ed amici mi avevano detto che il Passo della Colla con i suoi quasi 1.000 metri non fosse uno scherzo ed inoltre è situato solo a metà percorso (48 km).

A gennaio ho pensato di provarci, ma non appena ho allungato la distanza degli allenamenti mi è venuta una dolorosa infiammazione al tendine di Achille che mi ha costretto a riposo per oltre due settimane. Anche febbraio ricordo che è stato un mese complicato con una fastidiosa bronchite. Marzo è poi iniziato ancora peggio con una infezione gastrointestinale ed ero ormai pronto ad arrendermi. 

La gara era fissata per il 29 maggio, sempre l’ultimo sabato del mese come da tradizione con partenza da Firenze ed arrivo a Faenza.

Dal dieci marzo ho accelerato con decisione correndo 220km nelle ultime tre settimane, oltre 300 ad aprile ed altrettanti a maggio prima della gara. Obiettivamente troppo concentrati, ma non avevo altra scelta e la base di fondo (lungo lento) era già assai valida, malgrado gli stop dei primi tre mesi.

La preparazione finale

Ogni domenica correvo un lunghissimo aumentando di circa 5 km, rispetto alla seduta precedente.

Ricordo che nelle ultime dieci settimane sono partito da 25 km e sono arrivato a coprirne quasi 65 km, anche se non tutti di corsa.

Per allenarmi adeguatamente ai notevoli dislivelli ho corso anche salite e discesa, sottoponendo eccessivamente i miei tendini ad un intenso lavoro di cui ho pagato sicuramente dazio.

La 100 Km: verso la partenza

Pur sapendo che la mia preparazione era incompleta per affrontare una simile impresa mi iscrivo alla 100 km appena in tempo entro l’ultima “deadline” e parto la mattina stessa della gara in treno per Firenze. Colazione all’alba e piatto di spaghetti (carboidrati) prima di uscire di casa, alle dieci.

Arrivo nel capoluogo toscano alle 13, rilassato ed in tempo per ritirare il pettorale e consegnare le due sacche, una per la destinazione finale che avevo deciso fosse Faenza, malgrado la preparazione non ottimale, e quella per il traguardo intermedio del passo della Colla per il cambio dell’abbigliamento, assolutamente indispensabile.

Mi porto alla partenza dopo un giro nel centro della città, sempre affascinante, oltre mezz’ora prima e mi siedo per non affaticare i miei tendini già doloranti ma impaziente di iniziare questa folle avventura.

La 100 Km del passatore: la (mia) gara

Parte la 100 km, puntualmente alle 15 con un bagno di folla immenso nell’attraversamento di piazza Duomo.

Tre/quattro chilometri in pianura per lasciarsi alle spalle Firenze e subito attacca l’impervia salita per Fiesole, molto impegnativa e sotto un sole cocente. L’ascesa prosegue verso il Passo delle Croci (fino al 16 km) che mette a dura prova la muscolatura. La successiva discesa fino a Borgo San Lorenzo (31 km), primo traguardo intermedio, risulta molto ripida e va affrontata con prudenza per non rischiare di compromettere il resto della competizione, se viene corsa con troppo disinvoltura. Passo

Sono in corsa da 3h 41’, soddisfatto ed ancora in forze, ma consapevole che mi mancano ancora 69 km al traguardo, quasi due maratone, e diciassette chilometri di dura salita per arrivare al Passo della Colla.

Attacco l’ultima ascesa quando inizia a tramontare e diventa più fresco. La fatica inizia a farsi sentire ed il pendio mi costringe ad alternare tratti di corsa e a piedi. Arrivo ancora fresco in 5h 25’ al passaggio dei 42 km.

Da questo punto infatti inizio a sentire la fatica ed impiego oltre 50’ per mettermi alle spalle gli ultimi 6 km di salita che mi separano dalla vetta dove arrivo quando è già buio alle 21h 17’, provato nella muscolatura ma molto soddisfatto. 

Mi rilasso e dedico circa mezz’ora di tempo tra massaggio muscolare, cambio completo dell’abbigliamento (anche le scarpe) e rifornimento.

La discesa inizia in un paesaggio fantastico immerso nel verde con una stellata meravigliosa e luna piena che aiuta a penetrare il buio totale dei primi chilometri. Tale scenario mi conforta e riesco in poco più di due ore ad arrivare a Marradi in meno di 9 ore complessive al sessantacinquesimo chilometro, i due terzi della competizione. 

Qui avevo esaurito le batterie e ho pensato anche di abbandonare. L’allenamento dei tre mesi precedenti era tarato per questa distanza e non un metro di più. E’ così è stato….!

Fortunatamente, avevo appuntamento con una carissima amica che abita proprio davanti al rifornimento dei 70 km ed alla quale avevo affidato un altro cambio di abbigliamento e che mi ha aspettato oltre la mezzanotte. Lei mi ha sostenuto convincendomi a proseguire. Quello che comunque avrei sicuramente fatto, in quanto arrivato a quel punto non avevo alcuna intenzione di ritirarmi.

Tuttavia sia i tendini che i muscoli erano già molto provati e sono riuscito a correre solo per un altro km scarso e successivamente solo per pochi metri sul traguardo. In mezzo ben ventinove chilometri tutti camminando, non sofferenti ma infinitamente lunghi – oltre sei ore e mezzo – e sono arrivato a Faenza con il sole già alto nel cielo poco dopo le sei del mattino in 15h 22’, affaticato ma ampiamente entro le venti ore, tempo massimo previsto per la 100km.

Forse solo io ero convinto di poter chiudere quella 100km al primo tentativo, vista la sorpresa di amici e parenti quando ho comunicato loro l’esito favorevole, considerando che non conoscevo il percorso e non avevo partecipato in precedenza ad una gara che fosse più lunga di una maratona.

La mia esperienza – consigli ed errori da evitare

Rifornimenti: sono ogni cinque chilometri e non ne ho saltato uno. Ho sempre bevuto abbondantemente alimentandomi con biscotti secchi, fette biscottate con marmellata e pezzi di banane e non ho mai avuto alcun problema né di stomaco che di calo glicemico.

Percorso: Sui tratti troppo ripidi meglio camminare che correre per evitare di indurire la muscolatura degli arti inferiori. I pochi secondi guadagnati in quei contesti possono poi diventare anche decine di minuti persi nell’enorme stanchezza di fine gara. Purtroppo la bellezza della gara e del contesto naturale è in parte rovinata dal passaggio delle auto. Solo il tratto fino al Passo della Croce (km 16) è chiuso al traffico e da Marradi (km 70) a Brisighella (km 88) ho camminato in mezzo ad una colonna di auto. Spero che negli ultimi anni la situazione sia migliorata.

Abbigliamento: Portarsi tutti i cambi possibili per avere sempre vestiti non troppo sudati.

Sfruttate, come nel mio caso, anche amici lungo il percorso per ulteriori cambi e/o rifornimenti aggiuntivi.

Ricordatevi una maglietta lunga per la discesa del Passo della Colla. Io da inesperto (ero quasi l’unico) non ci ho pensato, ma a quasi 1000 mt a fine maggio di notte può fare anche molto freddo ed il corpo, già affaticato, non deve subire altra dispersione termica. Nel 2015 ha fatto, invece, molto caldo e mi è andata bene anche con la manica corta.

Preparazione: Tre/quattro mesi sono troppo pochi anche per un runner da lunghe distanze e, infatti, ero consapevole che il mio limite sarebbero stati i 70 km. Fino a lì mi sono divertito, poi sono arrivato in fondo solo per orgoglio, ma faticando, perché sapevo che difficilmente avrei potuto riprovare ad affrontare e terminare una simile impresa. Tuttavia consiglio di non eccedere oltre i sei mesi nella preparazione specifica, in quanto l’approccio mentale è molto faticoso: troppi lenti nelle settimane precedenti su distanze così prolungate non sono mentalmente facili da sostenere. Un minimo di improvvisazione e di incoscienza è pertanto da mettere in conto nell’affrontare una gara così impegnativa.

Scopri di più su MAT!

La mia esperienza, ultra ventennale, in gare di lunga distanza come questa (100 km), maratone e 21km  può essere personalizzata a beneficio di chiunque ne richieda ausilio.

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Federico Schmid,

9 settembre 2022.

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