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12 Settembre 2023 NEWS 118 views

Djokovic vince anche gli US Open – un campione che non conosce limiti

Djokovic ha vinto anche il suo 24° torneo di tennis del Grande Slam, il terzo di quest’anno Probabilmente Djokovic non ha ancora scoperto quali siano i suoi limiti, se all’età di 36 anni continua a vincere e dominare ritornando da stamane il numero uno al mondo.

I numeri della sua carriera sono da fantascienza, ma tali da dover essere elencati:

  • 24 vittorie, su 36 finali disputate, nei tornei del Grande Slam (10 Australian Open + 7 Wimbledon + 4 USopen + 3 Roland Garros).
  • 39 trionfi nei Master 1000, secondi per importanza solo ai primi.
  • 6 vittorie al Master di fine anno (torneo disputato annualmente tra i primi otto classificati della stagione), di cui 4 consecutive.
  • 390 settimane da leader nella classifica mondiale, che aumenteranno ulteriormente da oggi Record pazzeschi e che difficilmente troveranno qualcuno in grado di superarli nei prossimi anni. Ricordiamo inoltre che Djokovic non ha potuto partecipare ai due Slam dello scorso anno, in Australia e Stati Uniti, per i noti fatti post Covid e che nel 2020 Wimbledon non si è disputato sempre per lo stesso motivo. In aggiunta, l’era tennistica di Djokovic è coincisa con quella di altri due straordinari fenomeni del tennis mondiale: Nadal e Federer, il primo vincitore di 22 tornei del Grande Slam ed il secondo di 20.

Djokovic e la sua longevità – un esempio da seguire

Quando hai già vinto tutto più volte e guadagnato una fortuna è difficile trovare ancora motivazioni per raggiungere nuovi traguardi, ma in questo Djokovic sembra un alieno. Metà (12) dei suoi successi (24) nei tornei del Grande Slam sono stati realizzati dopo i trent’anni, a differenza di Federer che ha vinto il suo ultimo Slam a 31 anni.

Quando iniziò a giocare a tennis a 7 anni, in una famiglia che non aveva mai preso in mano una racchetta, affermò che il suo sogno sarebbe stato di vincere Wimbledon. Il serbo poi non si è fermato e ha vinto il torneo londinese altre 6 volte e altri 23 titoli dello Slam.

Impegno, principi e una vita ordinaria

Per arrivare ad un simile livello, che rasenta e a volte supera anche la perfezione, la metodologia dell’allenamento è fondamentale. I grandi eventi sono stressanti, ma Djokovic ha dimostrato che una delle sue principali doti è la capacità di gestire la pressione.

Djokovic ha spesso gran parte del pubblico contro, malgrado sia il numero uno, per i suoi atteggiamenti e le sue idee fuori dal coro e spesso contro corrente, che il serbo difende con educazione e fermezza. La sua abilità è stata quella di trasformare anche questo disagio in un ulteriore stimolo.

La vita del tennista è quella di uno zingaro, in giro per il mondo tra città spesso poco attraenti ed alberghi anonimi. Le luci della ribalta arrivano solo per coloro che riescono ad arrivare tra i primi 50 giocatori del pianeta e vi restano per qualche tempo. A quel punto i guadagni realizzati possono compensare gli enormi sacrifici fatti in gioventù, in primis l’adolescenza azzerata, per realizzare il sogno di diventare un campione.

Djokovic è uno dei pochi eletti che si è costruito anche, nel corso della carriera, una famiglia come Federer. Gira ormai il mondo con entrambi i figli, quando liberi da impegni scolastici, che hanno già 9 e 7 anni e questo gli dà stabilità e serenità.

Esperienza e tattica

Con l’età e l’esperienza il serbo ha modificato stili di vita e anche modo di gioco, dimostrando grandi capacità di saper leggere le partite. Nell’ultima finale vinta ieri sera contro il russo Medvedev, il quale lo aveva nettamente battuto nel 2021, Djokovic ha sofferto l’intensità degli scambi lunghi (vinti solo 6/24), stramazzando al suolo per la fatica nel secondo set dopo 31 palle scambiate.

Nei momenti decisivi è sempre presente e ribalta frequentemente a suo favore situazioni delicate. Anche ieri è stato così: ha annullato un pericoloso set point nel secondo set, la cui perdita avrebbe probabilmente dato un altro corso alla partita, vista la stanchezza crescente di Djokovic.

Per ovviare ai rischi di lunghi scambi spesso perdenti, Djokovic, sostenuto anche da un servizio molto efficace, è sceso ieri 28 volte a rete, realizzando il punto per ben 24 volte, riuscendo a ridurre con questa strategia il numero degli scambi.

Djokovic – un campione tra Arte & Sport

Il tennis è lo sport che rappresenta meglio l’arte per la capacità dei tennisti di eseguire gesti che sembrano incredibili, utilizzando un attrezzo: la racchetta. matmilano.it/blog-arte-sport/

L’altro aspetto artistico si estrinseca nella difficoltà di gestire la tensione, che non può essere scaricata fisicamente contro l’avversario che si trova a metri di distanza con una rete che li separa e nella profonda solitudine del tennista con sé stesso, anche qualora stia giocando in uno stadio con 30.000 spettatori.

Agassi, un grande campione americano degli anni ’90, nonché marito di Stefi Graf, una vera icona del tennis mondiale femminile, affermò in una sua autobiografia:

Il tennis è pugilato. Ogni tennista, prima o poi, si paragona a un pugile, perché il tennis è boxe senza contatto. È uno sport violento, uno contro l’altro, e la scelta è brutalmente semplice quanto sul ring. Uccidere o essere uccisi. Sconfiggere o essere sconfitti. Solo che nel tennis le batoste sono più sotto pelle.

Gestire la pressione non è facile, soprattutto a questi livelli. Djokovic è tornato negli Stati Uniti dopo 15 mesi di ostracismo nei quali gli è stato impedito di partecipare ad un Grande Slam e a 6 tornei master 1000. E’ tornato quest’anno e in quattro settimane ha vinto il Master 1000 di Cincinnati e l’US Open con una striscia positiva di dodici incontri.

Il serbo ama e segue anche gli altri sport e coltiva relazioni con molti campioni di altre discipline sportive che lo seguono, quando possono, durante i suoi incontri.

E’ ovviamente il primo tifoso degli atleti serbi e i suoi sport preferiti sono calcio e pallacanestro. Durante la premiazione di ieri ha indossato una maglietta che ricordava la sua profonda amicizia con Kobe Bryant, il fenomenale leader dei Los Angeles Lakers, scomparso tragicamente in un incidente aereo nel gennaio 2020.

Djokovic e la preparazione fisica – un totem per MAT

Vedere come Djokovic si sposta su un campo da tennis a 36 anni e combatte con superiorità con atleti ben più giovani è sorprendente. Sicuramente ha un talento infinito e indefinito, ma la preparazione fisica ha una importanza estrema soprattutto a questa età. Qui si devono mettere da parte opinioni e battaglie personali, che vanno comunque rispettate, e solo ammirare l’uomo e l’atleta per quello di incredibile che sta ancora facendo per questo sport e per l’esempio che ha dato agli sportivi di qualsiasi disciplina sportiva di qualsiasi età.

L’atletica e la preparazione sportiva sono la base per il raggiungimento di qualsiasi risultato eccellente in qualsiasi sport.

Nel tennis la pallina viene scambiata anche a 200km/h con punte superiori in alcuni servizi. Il tennis è diventato uno sport molto fisico, ben lontano dai tempi di Pietrangeli e Rod Laver. Oggi anche un top player, affaticato o in cattiva forma, rischia di perdere con un giocatore al duecentesimo posto nella classifica mondiale.

L’impegno di Djokovic nello sport non è diverso dalla filosofia di MAT nell’aiutare atleti o semplici amatori a raggiungere gli obiettivi o migliorare i propri limiti.

Nel nostro corso di preparazione atletica aiutiamo chiunque abbia bisogno di una preparazione specifica per qualsiasi sport. Esempi come lo sci, la vela, il tennis, l’equitazione, sono solo alcuni. Per scoprire tutti gli sport che alleniamo e per avere ulteriori informazioni visita la pagina di preparazione atletica o scrivici a [email protected].

Federico Schmid,

10 settembre 2023.

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